PRATICHE ANTINCENDIO DPR 151/11

Alla luce delle norme, recepite dalla normativa europea, la Valutazione del Rischio Incendio (VRI) assume un’importanza fondamentale, al fine di determinare le azioni di prevenzione e di protezione attiva e passiva da intraprendere per la mitigazione del rischio stesso.

Il Decreto Interministeriale 10 marzo 1998 dispone i criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, e introduce il concetto di valutazione del rischio incendio come elemento discriminante delle attività, soggette o meno al controllo dei Vigili del Fuoco (mediante l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi), definendo tre livelli di rischio: basso, medio e alto.

A tal effetto la normativa stabilisce l’obbligo per il Datore di Lavoro di provvedere alla valutazione rischio incendio (VRI) che acquista la funzione determinante nella definizione delle strategie volte all’azione di tutela.

Definizioni

L’allegato 1 del D.M. 10 marzo 1998 definisce il Rischio di Incendio (R.I.) come la probabilità di accadimento di un incendio connesso ai danni conseguenti dei quali, i soggetti presenti, sono vittime.

La Valutazione del Rischio di Incendio (V.R.I.) è il procedimento di analisi del R.I. in un luogo di lavoro, mirato ad identificare, per un verso, le probabili circostanze prevedibili in grado di originare l’insorgere e lo sviluppo di un incendio e, per l’altro, valutare le probabili conseguenze nefaste ipotizzabili sofferte dai soggetti esposti allo scenario di incendio previsto.

Obiettivi della Valutazione dei Rischi di Incendio

La valutazione dei rischi di incendio consente al DDL di prendere i provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza di tutti i soggetti presenti nel luogo di lavoro (lavoratori e visitatori).

I provvedimenti comprendono:

– la prevenzione dei rischi;

– l’informazione dei soggetti presenti;

– la formazione dei lavoratori;

– le misure tecnico-organizzative destinate a porre in atto i provvedimenti necessari.