COVID19: Ordinanza 546 del 13-05-2020

Regione Lombardia ha ufficialmente introdotto l’obbligo, a carico del datore di lavoro o suo delegato, della rilevazione della temperatura corporea per l’accesso ai luoghi di lavoro dal prossimo 18 maggio.
Tale misura sarà valida ed efficace, salvo ulteriori proroghe, fino al 31 maggio 2020.
In particolare, il provvedimento prevede che:

  • il datore di lavoro o suo delegato ha l’obbligo di rilevare la temperatura ai propri dipendenti prima dell’accesso in azienda.  
    Se la temperatura sarà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso o la permanenza all’interno dell’azienda e il dipendente sarà momentaneamente posto in isolamento.
Il datore di lavoro, tramite il medico competente e/o l’ufficio del personale, informerà tempestivamente l’ATS territorialmente competente che fornirà le opportune indicazioni alle quali dovrà attenersi il dipendente
  • è fortemente raccomandata anche la rilevazione della temperatura nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso.
  • è fortemente raccomandato l’utilizzo della app “AllertaLom” da parte del datore di lavoro e di tutto il personale, compilando quotidianamente il questionario “CercaCovid”.
 Vi informiamo inoltre che l’Istituto Superiore di Sanità ha emanato delle linee guida per la gestione particolare degli impianti di ventilazione/climatizzazione:
  • garanzia di un ricambio d’aria con apertura frequente di porte e finestre.
  • per edifici con ventilazione meccanica, obbligo di mantenere attivi ingresso ed estrazione 24h/24 e 7d/7, eliminare il ricircolo.
  • sostituire i pacchi filtranti con quelli ad alta efficienza.
  • per i FANCOIL e VENTILCONVETTORI di impianti centralizzati, divieto di utilizzo, con l’esclusione di ambienti con un solo lavoratore per ambiente. Pulire ogni 4 settimane i filtri.
  • pulizia periodica (1 settimana per ambienti ad uso misto, 4 settimane mono-lavoratore) dei terminali di condizionamento e dei sistemi di raccolta della condensa.
  • formalizzare le pulizie/sanificazioni periodiche da parte di ditte esterne e personale interno.

Scarica l’ordinanza

 

CORSI AL TEMPO DEL COVID-19

CIMA SERVICE, in conformità alle disposizioni legislative riguardanti l’attuale situazione legata al COVID-19, ha modificato la modalità di erogazione dei corsi

Tutti i corsi saranno svolti in VIDEOCONFERENZA a esclusione dei moduli pratici che potranno essere svolti solo in presenza al termine della situazione emergenziale

Le modalità di accesso alla piattaforma saranno esplicitate nella mail che riceverete all’atto dell’iscrizione ai corsi. La partecipazione sarà possibile da qualsiasi dispositivo (pc fisso o portatile, tablet o smartphone) che abbia la connessione a internet (rete mobile, casa o aziendale)

PROTOCOLLO SICUREZZA COVID-19 del 24 Aprile

Il nuovo “PROTOCOLLO SICUREZZA COVID-19 del 24 Aprile” : Il Governo, con l’obiettivo di rimodulare le misure di contenimento adottate sinora e dare l’avvio alla cosiddetta fase 2, ha emanato il nuovo protocollo di sicurezza a cui tutte le aziende devono attenersi. Leggi e scarica il protocollo dove sono evidenziate le novità rispetto al decreto di marzo. Da porre attenzione che “LA MANCATA ATTUAZIONE DEL PROTOCOLLO, CHE NON ASSICURI ADEGUATI LIVELLI DI PROTEZIONE, DETERMINA LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ FINO AL RIPRISTINO DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA”.

Cima Service è disponibile ad assisterti per l’applicazione del “Protocollo di Sicurezza” chiamando il n° 030.349345 o inviando una mail a service@cimaservice.it

Prodotti per Emergenza COVID-19

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PROTOCOLLO SICUREZZA COVID-19 del 14 Marzo

PROTOCOLLO SICUREZZA COVID-19 14 Marzo: il COVID-19 è entrato nelle nostre vite condizionandole fortemente.
In accordo con il Governo il 14 marzo sindacati e imprese hanno firmato un protocollo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo coronavirus e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.
Con gli ultimi DPCM il legislatore ha identificato alcune tipologie di attività commerciali e produttive che possono riprendere o continuare la loro attività.
In particolare, il datore di lavoro deve provvedere a:

  • Informare i lavoratori
  • Regolare l’accesso alla sede di lavoro
  • Controllare l’accesso dei fornitori, clienti e visitatori
  • Definire le modalità di pulizia e sanificazione dell’azienda
  • Definire le precauzioni igieniche personali
  • Definire le modalità di utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale
  • Gestire gli spazi comuni (mense, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande, furgoni)
  • Rivisitare l’organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work, rimodulazione dei livelli produttivi)
  • Gestire l’ingresso-uscita dei lavoratori
  • Definire il comportamento di gestione di un caso sintomatico

Leggi e scarica il protocollo

Cima Service è disponibile ad assisterti per l’applicazione del “Protocollo di Tutela” chiamando il n° 333.4008296 o inviando una mail a service@cimaservice.it

Comunicazioni al Prefetto per Attività Industriali e Commerciali

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato domenica 22 marzo, dispone nuove misure sulle attività produttive industriali e commerciali. Chi è autorizzato a continuare a lavorare deve darne tempestiva comunicazione in Prefettura.
Le comunicazioni relative alla prosecuzione delle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei settori di cui all’allegato 1, dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla legge n.146/1990, dovranno essere inviate alla casella di posta elettronica certificata protocollo.prefbs@pec.interno.it dal legale rappresentante dell’azienda interessata, indicando nell’oggetto della mail «DPCM 22 marzo 2020 – Comunicazione attività».
Analoga comunicazione dovrà essere presentata anche dai legali rappresentanti degli impianti a ciclo produttivo continuo, indicando il grave pregiudizio o il pericolo di incidenti derivanti dall’interruzione dell’attività.
La comunicazione potrà avvenire compilando e sottoscrivendo, con timbro e firma, il modello denominato Modello Comunicazione – Lettere d) e g) Dpcm 22 marzo 2020.

Per le attività già espressamente autorizzate dall’articolo 1 lett. a) del Dpcm non è necessario compiere nessun adempimento formale.

Scarica il PDF del DPCM 22 Marzo 2020

Scarica il PDF del modulo da inviare al Prefetto

 

CORONAVIRUS: GESTIONE DEL RISCHIO

A fronte delle note problematiche legate al CoronaVirus, si fornisce uno strumento di valutazione del rischio con relative cautele e misure compensative da adottare.

In particolare, per situazioni “ordinarie” nella Provincia di Brescia, pare opportuno identificare uno scenario di rischio di livello 2 per i lavoratori che non sono a contatto con il pubblico, e a livello di rischio 3 per quelli a contatto.

Si resta a disposizione per eventuali e ulteriori indicazioni. 

Scarica il documento da cui è tratto l’articolo:

“ Valutazione del rischio biologico. Relazione sulla valutazione del rischio biologico correlato all’improvvisa emergenza legata alla diffusione del virus SARS-CoV-2 (cosiddetto ‘coronavirus’) causa della malattia Covid-19 (Art. 271 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.)”, a cura dell’Ing. Andrea Ravanelli, del Dott. Fabio Di Lorenzo e della Dott.ssa Irene Aguzzi (formato DOC, 591 kB)

Tratto da: PuntoSicuro

Ministero Salute, dati vigilanza alimenti e bevande 2018

Pubblicati dal Ministero della Salute i dati della relazione di Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia – anno 2018, trasmessa al Parlamento il 27 gennaio 2020.

La relazione riporta le risultanze della vigilanza condotta da Arpa, Asl, Regioni, Carabinieri, Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi, Istituti Zooprofilattici Sperimentali, Laboratori di Sanità Pubblica, Posti di ispezione frontaliera, Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari. Eseguita attraverso ispezioni, esame del sistema Haccp, prelievi, analisi di documenti ed etichettature. Controlli su impianti e materie prime utilizzate, prodotti semilavorati e finiti, oggetti a contatto con gli alimenti, disinfezione, processi di trasformazione e conservazione, etichettature.

Nel 2018 sono stati prelevati 50.841 campioni di prodotti sui cui sono state effettuate 129.504 analisi e di queste è risultato irregolare l’1,14%, in gran parte non conformità di tipo microbiologico nei prodotti di origine animale.

78.055 le ricerche microbiologiche con percentuali di controlli maggiori effettuati per Salmonella, L. monocytogenes, E. coli STEC. 144.916 stabilimenti ispezionati dalle Asl, in 30.690 rilevate infrazioni.

Info: Ministero Salute Vigilanza e controllo alimenti e bevande Italia 2018

Fonte: Quotidiano SICUREZZA

INAIL: online gli open data del 2019

Tra gennaio e dicembre le denunce di infortunio presentate all’Istituto sono state 641.638, 1.089 delle quali con esito mortale. In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 61.310.

Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di dicembre. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (dicembre 2019 vs dicembre 2018) e “di periodo” (gennaio-dicembre 2019 vs gennaio-dicembre 2018).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetto all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Inail, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2019, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

In occasione della presentazione della Relazione annuale dell’Istituto di metà anno, sarà disponibile, infatti, anche l’informazione sugli esiti della definizione amministrativa dei casi denunciati (riconosciuti, negativi e in istruttoria), non presente nelle rilevazioni mensili.

Nel numero complessivo degli infortuni sono incluse anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

 

DENUNCE DI INFORTUNIO

Nel 2019 le denunce di infortunio presentate all’Inail sono state 641.638, 915 in più rispetto alle 640.723 del 2018 (+0,1%).

I dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento solo dei casi avvenuti “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 98.446 a 100.905 (+2,5%), mentre quelli “in occasione di lavoro” sono scesi da 542.277 a 540.733 (-0,3%).

Tra gennaio e dicembre del 2019 il numero degli infortuni denunciati è diminuito dello 0,05% nella gestione Industria e servizi (dai 501.740 casi del 2018 ai 501.496 del 2019) e dell’1,5% in Agricoltura (da 33.180 a 32.692), mentre è aumentato dell’1,6% nel Conto Stato (da 105.803 a 107.450).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce d’infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (+0,1%), nel Centro (+1,2%) e nelle Isole (+0,5%), e una diminuzione nel Nord-Est (-0,1%) e al Sud (-0,8%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano Sardegna (+4,2%), Basilicata (+2,7%), Umbria (+2,2%) e Marche (+2,1%), mentre i decrementi maggiori sono quelli rilevati in Molise (-6,9%), Valle d’Aosta (-4,0%) e Abruzzo (-3,7%).

Il lieve aumento delle denunce che emerge dal confronto tra il 2018 e il 2019 è legato esclusivamente alla componente femminile, che registra un +0,5% (da 228.762 a 229.865 denunce), a differenza di quella maschile, in diminuzione dello 0,05% (da 411.961 a 411.773).

L’incremento ha interessato esclusivamente i lavoratori extracomunitari, con un aumento delle denunce pari al 5,0% (da 79.312 a 83.250), mentre quelle dei lavoratori italiani, che rappresentano circa l’83% del totale, sono in calo dello 0,5% (da 536.153 a 533.462) e le denunce dei lavoratori comunitari sono diminuite dell’1,3% (da 25.254 a 24.923).

Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,4%) e tra i 50 e 69 anni (+1,7%). In diminuzione del 2,5%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-49 anni, nella quale rientra il 40% dei casi registrati.

 

CASI MORTALI

Nel 2019 le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di dicembre sono state 1.089, 44 in meno rispetto alle 1.133 del 2018 (-3,9%).

La flessione è da ritenere però poco rassicurante e il raffronto tra i due anni poco significativo, in quanto il 2018 si è contraddistinto, rispetto al 2019, soprattutto per il maggior numero di “incidenti plurimi”, ossia quegli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno.

Tra gennaio e dicembre del 2018, infatti, gli incidenti plurimi sono stati 24 e hanno causato 82 vittime, quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi avvenuti nel 2019.

Nel 2018, inoltre, circa la metà dei decessi in incidenti plurimi è avvenuta nel solo mese di agosto, funestato soprattutto dai due incidenti stradali occorsi in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti, e dal crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 casi mortali denunciati all’Inail. Nell’agosto 2019, invece, non sono stati registrati eventi di uguale drammaticità.

Gli ultimi mesi del 2019 si sono contraddistinti, tuttavia, per alcuni drammatici eventi mortali che hanno coinvolto, a settembre, quattro lavoratori indiani caduti in una vasca per la raccolta dei liquami in Lombardia e, a novembre, quattro operai deceduti nell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio in Sicilia e altri tre travolti da un camion mentre erano impegnati in lavori di potatura in Puglia.

Nello stesso incidente è deceduto anche il conducente che ha perso il controllo dell’auto travolgendo il camion, fermo sul ciglio della strada, che ha a sua volta investito gli operai. Infine, sempre a novembre, due camionisti sono deceduti in uno scontro frontale nelle Marche.

A livello nazionale, dai dati rilevati al 31 dicembre di ciascun anno, emerge una riduzione di 41 denunce per i casi mortali occorsi “in itinere” (da 347 a 306) e di tre denunce per quelli avvenuti “in occasione di lavoro” (da 786 a 783). Il decremento ha interessato solo la gestione Industria e servizi, con 64 denunce mortali in meno (da 985 a 921), mentre l’Agricoltura ha presentato 20 casi in più (da 131 a 151), e il Conto Stato lo stesso numero di decessi in entrambi i periodi (17).

L’analisi territoriale mostra una diminuzione delle denunce di infortuni con esito mortale nel Nord-Ovest (da 305 a 289), nel Nord-Est (da 273 a 251) e al Sud (da 258 a 233). In controtendenza il Centro, che passa da 214 a 217 denunce, e soprattutto le Isole (da 83 a 99). A livello regionale spiccano i decrementi rilevati in Liguria e Veneto (rispettivamente 20 e 17 decessi in meno) e gli incrementi in Sicilia (+16), nelle Marche e nella provincia autonoma di Bolzano (+11 per entrambe).

L’analisi di genere, nel confronto tra il 2019 e il 2018, mostra un andamento decrescente per entrambi i sessi: 34 casi mortali in meno per gli uomini (da 1.029 a 995) e 10 in meno per le donne (da 104 a 94).

Segno meno anche per le denunce di infortunio con esito mortale dei lavoratori italiani (da 952 a 884), che rappresentano l’81% del totale, mentre tra i comunitari si registrano 10 casi in più (da 51 a 61) e tra gli extracomunitari 14 casi in più (da 130 a 144).

L’analisi per classi di età mostra flessioni tra gli under 20 (-7 decessi), nella fascia 30-44 anni (-39) e in quella 55-69 anni (-59), a fronte di 14 morti in più per i lavoratori tra i 20-29 anni e di 49 casi in più per quelli tra i 45 e i 54 anni.

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2019 sono state 61.310, 1.725 in più rispetto al 2018 (+2,9%).

Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 47.424 a 49.378 (+4,1%), mentre sono diminuite in Agricoltura, da 11.491 a 11.294 (-1,7%), e nel Conto Stato, da 670 a 638 (-4,8%).

A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Nord-Est (+2,0%), il Centro (+2,4%), il Sud (+2,9%) e le Isole (+11,1%). Il Nord-Ovest, invece, si distingue per un calo dell’1,4%.

In ottica di genere, le denunce di malattia professionale sono state 648 in più per le lavoratrici, da 16.006 a 16.654 (+4,0%), e 1.077 in più per i lavoratori, da 43.579 a 44.656 (+2,5%).

In crescita sia le denunce dei lavoratori italiani (pari al 93% del totale), che sono passate da 55.659 a 56.993 (+2,4%), sia quelle dei comunitari, da 1.246 a 1.452 (+16,5%), ed extracomunitari, da 2.680 a 2.865 (+6,9%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (38.492 casi), del sistema nervoso (6.678, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (4.311) continuano a rappresentare, anche nel 2019, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.809) e dai tumori (2.458). Queste cinque malattie rappresentano quasi il 90% del totale dei casi denunciati all’Inail.

Sono state inoltre protocollate 466 denunce di malattie professionali legate ai disturbi psichici e comportamentali e 407 per quelle della cute e del tessuto sottocutaneo. I casi di patologie del sistema circolatorio sono invece 249. 

TABELLE DI DETTAGLIO

Tratto da: PuntoSicuro

Guida agli scoppi di bombole e serbatoi: analisi e interpretazioni dei segni

Il CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO ha pubblicato nella sezione “Biblioteca digitale” del Sito Istituzionale, la guida “Scoppi di bombole e serbatoi: analisi ed interpretazione dei segni”, realizzata a cura del NIA (Nucleo Investigativo Antincendi) di Roma, con la collaborazione di personale esperto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La pubblicazione intende fornire indicazioni utili sia per le attività di investigazione che per quelle legate al soccorso, in particolare per gli aspetti legati ad un fenomeno pericoloso ma sempre più diffuso: quello del riempimento abusivo di bombole per uso domestico presso le stazioni di rifornimento carburanti per autotrazione.

FONTE: http://www.vigilfuoco.it/aspx/notizia.aspx?codnews=60271

ALLEGATO: http://www.vigilfuoco.it/allegati/biblioteca/Semiotica_Bombole.pdf